Percorsi fotografici


La sistemazione dell’area archeologica dei Fori imperiali venne ideata e promossa da Corrado Ricci nel 1911, attuandosi sotto la direzione del Governatorato di Roma tra il 1924 e il 1932. L'intervento doveva configurarsi essenzialmente come una operazione di decoro urbano, volta a "liberare" - come osservava lo stesso Ricci - gli edifici della Roma imperiale delle costruzioni successive che ne impedivano la vista e a dare il necessario risalto all'area adiacente al monumento al re Vittorio Emanuele II, 'Padre della Patria'.

Gli scavi del Foro di Augusto iniziarono nel 1924 con la scoperta dello stilobate del tempio di Marte Ultore, di parte della scalea, del peristilio e della cella e dei gradini dell’abside in cui si trovavano le statue di Marte e di Venere; inoltre vennero messe in luce le due strade laterali al tempio, le fondamenta degli archi di Druso e di Germanico, insieme alle due aule antistanti alle esedre e alla sala del colosso di Augusto. Con il restauro dell'adiacente Casa dei Cavalieri di Rodi, i lavori vennero completati nel 1926.

Nel Foro di Nerva, contiguo a quello di Augusto, gli scavi permisero di recuperare i resti del tempio dedicato a Minerva, dando visibilità alle cosiddette "Colonnacce", unici elementi superstiti dell’edificio, oltre a strutture edilizie anteriori alla costruzione dello stesso Foro.







Home page La storia La sede Direzione Le collezioni La fototeca Pubblicazioni La ricerca Link